FILATELIA - ARTICOLI - 14
Un
filatelista alla conquista del K2
(Nuovo Gaggiano Mese - Giugno 1993)
(pagina pubblicata il 31.01.2003)
Manca ancora più di un anno al quarantesimo anniversario della conquista del K2.
Perché allora anticipare i tempi?
Lo spunto mi viene offerto dalla notizia riportata non molto tempo fa da alcuni
quotidiani, i quali rendevano noto che, secondo recenti misurazioni effettuate con le
più moderne e sofisticate tecniche, la cima del K2 è stata "abbassata" di alcuni metri
rispetto agli 8616 m. misurati alcuni anni orsono.
Due
alpinisti durante una delle tante ascensioni al K2
Metro più metro meno, deve essere comunque stata un'immensa gioia quella provata da
Lino Lacedelli e Achille Compagnoni quando, il 31 luglio 1954, posero piede sulla
cima del K2, la seconda vetta più alta del mondo, dopo l'Everest, nella catena del
Karakorum ai confini tra Cina e Kashmir.
Un giornale dell'epoca scriveva: "II momento più drammatico della grande avventura è
finalmente scoccato. La picozza a cui è legato il tricolore è stata piantata sulla vetta
del K2"
La spedizione era stata progettata dal professor Ardito Desio e vi presero parte diversi
alpinisti di alto livello, solo l'ultimo tratto, quello determinante, era stato lasciato
a Lacedelli e Compagnoni.
Alla domanda d'obbligo: che cosa ha pensato quando si è trovato in cima al K2? Risponde Lacedelli "Ho pensato che, arrivati fin lassù, dovevamo anche ridiscendere,
un'impresa altrettanto gravosa, poiché era previsto che saltassimo il campo 9 per
arrivare subito al campo 8."
E infatti fu proprio durante la discesa che Lacedelli compì un "terribile volo", di
cui parlò anche il professor Desio, ma fortunatamente si fermò su un cumulo di neve
ghiacciata a un passo da uno strapiombo di oltre duemila metri. Venne raggiunto, soccorso da Compagnoni e, indenne, riuscì a raggiungere gli altri
alpinisti al campo 8.
Il K2 viene ricordato con piacere dai filatelisti perché uno dei due alpinisti che
conquistò la vetta e cioè Lino Lacedelli è un appassionato ed esperto collezionista.
E' lui stesso che in un'intervista afferma di aver iniziato sin da ragazzo a
collezionare francobolli e sorridendo prosegue: "In quel periodo non studiavo molto, ma se
ero bravo in storia e geografia, ciò penso fosse dovuto ai francobolli e alle curiosità
che sucitavano in me".
Il rammarico di Lacedelli, e anche il nostro, è quello che purtroppo la conquista della
vetta del K2, per una serie di circostanze, non ha potuto essere immortalata da unfrancobollo italiano.
In verità vi furono molte "prove", "bozzetti" e proposte di francobolli (vedi
riproduzione), ma una vera e propria emissione italiana non ci fu mai. Qualcuno parlò di difficoltà tecniche, altri di polemiche, la realtà comunque è che le
Poste Italiane si lasciarono perdere l'occasione di commemorare filatelicamente
l'avvenimento.

Bozzetto-prova
del francobollo che le Poste Italiane avrebbero dovuto emettere nel 1955 ma che
mai fu emesso.
Gli ottanta esemplari rinvenuti di questo bozzetto sono tra i francobolli più
rari della collezione moderna della Repubblica Italiana.
[
vai
all'emissione italiana ]
A questo ci pensarono invece le Poste del Pakistan che, in breve tempo, senza tanta
burocrazia, realizzarono in quel 1954 un bel commemorativo dal valore facciale di 2
anna, violetto, che raffigura il K2. In compenso, lo constatiamo con grande piacere, il collezionismo italiano ha dato
un filatelista di prim'ordine al K2: Lino Lacedelli.
Il
monte K2
Questa foto è
stata scattata nel 1993 dall'olandese Bob A. Schelfhout Aubertijn 511791 CN Den
Burg - Texel Island che navigando in internet ha scoperto questa pagina del mio
sito e ha voluto gentilmente inviarmi la foto per la pubblicazione.
Da come ho capito il Sig. Bob è un appassionato scalatore e amante della
montagna, in particolare del Monte K2.
Non mi resta che fare i migliori auguri al Sig. Bob per le sue prossime scalate.
Giuseppe
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(pagina pubblicata il 31.01.2003, modificata il
04.10.2003)
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