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Dati, immagini e didascalie della presente pagina sono tratte dal dizionario "Il francobollo e la posta dall' A alla Z" di Franco Filanci, pubblicato sullo Speciale n. 2 di Cronaca Filatelica, al quale si rimanda per una più completa esposizione.
VALE COME FRANCOBOLLO Soprastampa privata apposta nel 1944 sulla marca da bollo da 50 c.da un commerciante di francobolli; qualche esemplare viaggiò regolarmente per posta.
VALEVOLE PER LE STAMPE
VALIGIA DELLE INDIE Nome dato al collegamento postale fra la Gran Bretagna e le sue colonie in Asia e Oceania da quando nel 1834 venne utilizzato un percorso misto via mare e via terra attraverso l'Egitto e la Francia, più celere anche se più costoso di quello marittimo del Capo di Buona Speranza. La Valigia Indiana acquistò ancor più importanza grazie prima al raccordo ferroviario fra Marsiglia e Calais, poi all'apertura del Canaie di Suez e infine con la linea ferroviaria attraverso l'Italia. I notevoli interessi economici che presentava spinsero sin dall'inizio del Regno il governo italiano ad attrezzare il porto di Brindisi e a completare la strada ferrata da Susa fino alla Puglia, risultando la via di terra più celere di quella marittima; ma fu solo dal dicembre 1869 che una valigia "supplementare" iniziò a traversare ogni settimana l'Italia, con un risparmio di circa 30 ore sulla tradizionale "via di Marsiglia". Finalmente nel 1871 la "via di Brindisi" si impose definitivamente, grazie all'apertura del traforo del Frejus che consentì l'istituzione di un ambulante settimanale diretto da Brindisi a Calais, rimasto in funzione fino allo scoppio della Grande Guerra. Poichè l'inoltro delle corrispondenze con la via di Brindisi prevedeva una tariffa più elevata rispetto alla via di Marsiglia o Napoli e a quella diretta con i postali inglesi da Suez a Southampton, la dicitura Via Brindisi o Via Italy e altre simili appaiono su diverse cartoline postali emesse da Ceylon, Hong-Kong e dagli stati australiani della Nuova Galles del Sud, Oueensland e Victoria fra il 1879 e il 1889.
VALIDITA' POSTALE
VALONA
VALORE Spesso usato nel senso di carta valore postale.
VALORE FACCIALE Il valore indicato su una carta valore postale, per cui è utilizzabile ai fini dell'affrancatura.
VALORI BOLLATI Francobolli, marche da bollo e tutti gli altri stampati di valore emessi dallo Stato.
VARIETA' 1. Difetto di incisione, stampa, soprastampa, gommatura o dentellatura presente in una carta valore postale. Una
varietà di stampa è definita costante se compare in determinate posizioni del foglio in tutta o parte della tiratura, mentre
è detta occasionale se compare solo in qualche foglio, normalmente sfuggito ai controlli.
Il maggior interesse di una varietà sta, più che nella rarità, sovente non esattamente accertabile, nelle informazioni che permette di acquisire sui sistemi usati per la produzione di quelia
carta valore.
VENETO
VENEZIA La Serenissima, potenza mediterranea, con un territorio che si estendeva da Bergamo all'Istria e con possedimenti in Dalmazia, nello Ionio e nell'Egeo fino a Cipro, iniziò la sua decadenza a seguito della scoperta dell'America e dell'avanzata ottomana in tutto il Mediterraneo, fino a essere occupata dai francesi nel 1796. Nel 1609 vi erano stati istituiti i Tagli delli soldi 4 per lettera o AQ e nel '700 entrarono in uso i primi bolli postali figurati al mondo, con il nome della località e il Leone di San Marco stilizzato.
VERBALE Modulo usato da verificatori, brigadieri d'ispezione e sottocapi per registrare irregolarità di servizio.
VERGATURA
VERGINE Dicesi di gomma che non è mai stata sfiorata da una linguella, almeno all'apparenza visto che esistono esperti nell'arte della rigommatura. Per certi francobolli, già rari all'epoca in cui non vi erano che le linguelle per sistemarli sull'album, la presenza di gomma vergine è persino sospetta, se non proviene da fonte più che sicura.
VICTOR VICTORIA
Titolo di un noto film di Blake Edwards (su una cantante che per campare si traveste da uomo che canta travestito da donna) spiritosamente attribuito al maxifrancobollo non dentellato per Italia '85 - che qualcuno anche alle Poste definisce chissà perchè un foglietto - in cui appaiono re Vittorio Emanuele II e la Regina Vittoria.
VIGNETTA 1. Il disegno centrale di
un francobollo, o anche l'intera parte stampata.
VITTORIO EMANUELE II
(Torino 14.3.1820 - Roma 9.1.1878). Re di Sardegna dal marzo 1849 e re d'Italia dal marzo 1861, grazie soprattutto all'abilità di Camillo Cavour e malgrado le costanti divergenze con i suoi ministri, che nel 1862 portarono alle dimissioni di Ricàsoli e nel 1864 di Minghietti. Convinto della propria abilità di stratega, nel 1859 rischiò l'occupazione di Torino da parte degli austriaci, nel 1866 pretese il comando supremo contribuendo così al disastro militare che ne seguì, e nel 1870 fece pressioni per partecipare con la Francia alla guerra contro la Prussia, vinta da quest'ultima. Approfittò subito della caduta di Napoleone II, storico difensore del Papa, per occupare Roma e farne la terza capitale del Regno d'Italia, dopo Torino e Firenze, insediandovisi solennemente il 2 luglio 1871. Figlio di Carlo Alberto e di Maria Teresa di Asburgo-Lorena, sposò Maria Adelaide di Asburgo che gli diede otto figli prima di morire nel 1855: un altro lo ebbe da Rosa Vercellani Guerrieri, la bella Rosina, per anni sua amante e sposata morganaticamente nel 1869. L'effigie di Vittorio Emanuele II, prima in litografia poi in rilievo e quindi ancora in litografia, appare immutata su tutti i francobolli stampati dal Matraire per il Regno di Sardegna e in seguito d'Italia, e in tipografia sulle carte valori stampate prima a Londra dalla De La Rue e poi dall'Officina governativa di Torino.
VITTORIO EMANUELE III
WATERLOW & LAYTON Stamperia londinese che nel 1897 approntò francobolli e interi postali per il servizio postale organizzato in Marocco fra Marrakesh e Mazagane dal viceconsole italiano Morteo.
WYON WILLIAM Noto medaglista inglese, autore di un'incisione dell'effigie di Vittorio Emanuele II che avrebbe dovuto apparire a rilievo sulle buste postali italiane proposte dal Perazzi nel 1863.
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(pagina pubblicata il 15.01.2004)
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