Luigi
Einaudi nacque a Carrù (Cuneo) il 24 marzo 1874. Compie
gli studi universitari presso l'ateneo di Torino, dove frequenta
il Laboratorio di economia politica di Roberto Benigni de
Martiis. In quegli anni si avvicina al movimento socialista e
collabora con la rivista "Critica sociale", diretto da Filippo
Turati. La collaborazione con "Critica sociale" dura un decennio
e si conclude con il distacco dai socialisti e il progressivo
spostamento, a partire dai primi anni del Novecento, su
posizioni sempre più apertamente liberal-conservatrici.
Nel 1895 ottiene la laurea in giurisprudenza. Copre la cattedra
di Scienza delle finanze all'Università di Torino, l'incarico di
Legislazione industriale ed economica politica del Politecnico
di Torino e l'incarico di Scienza della finanza all'Università
Bocconi di Milano. Autore di numerose pubblicazioni
scientifiche, soprattutto nelle materie economiche, alcune delle
quali tradotte nelle principali lingue straniere.
Viene nominato Senatore del Regno nel 1919. Redattore de "La Stampa" di Torino e del "Corriere della Sera" di Milano fino al 1926, lascia l'attività giornalistica dopo l'avvento del fascismo. È però corrispondente finanziario ed economico del settimanale "The Economist" e dirige la rivista "La Riforma Sociale" dal 1900 al 1935 e la "Rivista di Storia Economica" dal 1936 al 1943. Dopo il 25 luglio 1943 torna a collaborare a "Il Corriere della Sera".
All'indomani della caduta del fascismo viene nominato rettore dell'università di Torino. Dopo l'8 settembre 1943 si rifugia in Svizzera dove scrive le "Lezioni di politica sociale"; rientra in Italia il 9 dicembre 1944; in questo periodo ha redatto una serie di articoli economici e politici per "Il Risorgimento Liberale".
Nominato Governatore della Banca d'Italia, ricopre l'incarico dal 5 gennaio 1945 all'11 maggio 1948. È componente della Consulta Nazionale dal 1945 al 1946. Viene eletto Deputato all'Assemblea Costituente nel 1946 come rappresentante dell'Unione Democratica Nazionale e dà un autorevole contributo ai lavori. È Senatore di diritto del Senato della Repubblica nel 1948 ai sensi della terza disposizione transitoria della Costituzione. Nel IV Governo De Gasperi (1947-1948) è Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Finanze e del Tesoro e successivamente (1947), Ministro del Bilancio (conservando l'incarico di Vice Presidente).
Viene eletto secondo Presidente della Repubblica Italiana l'11 maggio 1948 (al quarto scrutinio con 518 voti su 872). Inizialmente il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi aveva candidato il ministro degli Esteri Carlo Sforza. La candidatura era appoggiata anche da una parte del fronte democratico-laico, ma incontrava la netta opposizione delle sinistre. Sebbene sulla carta disponesse di un'ampia maggioranza, Sforza non riuscì a ottenere i voti di tutti i parlamentari democristiani: contraria era in particolare la corrente di sinistra guidata da Giuseppe Dossetti. Dopo i primi due scrutini la dirigenza democristiana prese atto delle difficolta incontrate da Sforza e decise di candidare Einaudi. La nuova candidatura incontrò la disponibilità dei comunisti a sostenerla. Allo scadere del mandato nel 1955 diviene Senatore a vita. Tra le opere pubblicate dopo la fine del mandato presidenziale ha molto successo il volume di ricordi Lo Scrittoio del Presidente.E' deceduto il 30 ottobre 1961.
