GAGGIANO - STORIA E PERSONAGGI - 2f

La Madonna del Dosso

I PITTORI DEL DOSSO


Il culto della Madonna è legato al Dosso sin dalle sue lontane origini di sacello, meta nel cuore della campagna della devozione di tanta gente comune. Quando viene costruita la cappella vera e propria, qualcuno provvede ad arricchirla di un affresco di cui non è rimasta traccia, ma che certamente riproduce una "Madonna con Bambino". Lo ha veduto, lasciandone una traccia nel prezioso fascicolo "Gaggiano nel suo passato", Don Alfredo Astori che lo definisce "pregiato affresco del '600". E' quello che il Cardinal Schuster, venuto in visita nel '44, ha trovato del tutto eroso dall'umidità e che poi è andato perso con la parete che lo sosteneva, abbattuta nell'autunno del '45 per rimettere in sesto la cappella.
Al suo posto, in quell'occasione, il pittore milanese prof. Mario Albertella, contattato dal Cavalier Donato Quagliarella (una personalità di primo piano nella società gaggianaese della prima metà del secolo), ha dipinto una tela - preferita all'affresco per evitare che il prevedibile decadimento della parete potesse rovinare anche questa - in cui si raffigura l'Annunciazione della Madonna. Il tema è stato ritenuto più consono alla dedicazione della cappella ed alla ricorrenza in cui vi si celebra l'unica Messa dell'anno. Albertella era noto in zona per aver già eseguito affreschi nelle vicine chiese di Rosate, Tainate e Gudo Visconti e risponde alle pressioni del Quagliarella, che provvederà personalmente a pagare l'opera.
La tela dell'Albertella descrive una Madonna in piedi, con il capo chino sotto i raggi irradiati da una colomba, davanti all'inginocchiatoio sul quale si è appoggiato l'Angelo che le annuncia la sua prossima maternità; misura circa 144 x 210 centimetri ed è stata restaurata nel 1987 da un giovane artista locale: Maurizio Costa.
La Madonna col Bambino, tema del primitivo affresco del Dosso, è ricomparsa sulla parete esterna, sopra la finestrella a destra dell'ingresso, ad opera di un pittore di Sesto San Giovanni, Franco Parziani, che ha pure dipinto un quadro ad olio, con lo stesso soggetto e gli stessi colori, benedetto alla festa del Dosso del 1987.
Lo ha convinto al lavoro Ernestino Rolandi, nostro concittadino, autore di una copiosa raccolta di dati e notizie sulla storia della cappella. Il Rolandi, alla vigilia dei lavori del 1985, dedicandosi ad una volonterosa ripulitura della parete esterna, aveva visto riemergere due lettere (la S e la J) di una frase sottostante a un affresco ormai consumato dal tempo ed è questa la ragione del rifacimento, in quel punto, del dipinto.
Il quadro è andato perduto; una sua riproduzione è appesa di fianco all'altare.

Un quadro restaurato posto sopra una finestra all'estero della cappella

 

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(pagina pubblicata il 31.03.2002)


 

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