GAGGIANO - STORIA E
PERSONAGGI - 2h
La Madonna del Dosso
LA TRADIZIONE RELIGIOSA
Una cappella nei campi è un
richiamo per chi lavora, per la gente dotata di religiosità semplice ed
istintiva, cui non servono sermoni altisonanti o colte citazioni delle Sacre
Scritture, ma un luogo vicino alla propria fatica, in cui raccogliersi in
preghiera, davanti a cui, passando, fass la crus.
La Madonna del dosso ha svolto, per lo meno nei secoli di cui abbiamo in qualche
modo notizia, questa funzione, negata ai santuari come alle chiese parrocchiali,
lontane dalla cascina e dalla risaia, patrimonio del clero prima che del popolo
minuto. Al Dosso i gaggianesi si sono rivolti soprattutto nei momenti difficili
e le tante guerre hanno veduto la piccola cappella divenir meta di muti
pellegrinaggi. Ci andavano le madri che avevano al fronte i propri ragazzi, a
raccomandare loro alla Madonna, che ne sapeva qualcosa, del dolore per un figlio
ferito e ucciso di violenza.
E' rimasta nella memoria di tutti la minuta Carolina Berettoni, che tutti i
giorni andava a pregare per i tre che aveva in armi, durante la Grande Guerra,
perchè tornassero sani e salvi. E così fu, per Mario, Angelo e Giovanni Sisto.
C'erano donne in quegli anni che venivano a piedi da Trezzano, qualcuna per
penitenza anche a piedi nudi. Non fu quindi per caso che alla fine della guerra
ultima, nel 1945, le madri dei reduci scelsero il Dosso per farvi dire una
Messa, la mattina del 14 ottobre, alla presenza del sindaco Rosti. E tornati in
paese, i giovani trovarono da riscaldarsi attingendo alle due botti, di vino
bianco e rosso, che il cav. Quagliarella aveva messo su una tavola in cortile, i
bicchieri allineati sotto i rubinetti.
Nel ricordo di quella circostanza, il 12 aprile del 1986 si ritrovarono gli
stessi, col sindaco di allora Rosti e don Giovanni Zoia imbiancati nei capelli,
a sentire Messa insieme al sindaco Gatti e al parroco don Annibale Vezzoli.
Il mutamento intervenuto nei costumi in quest'ultimo quarto del secolo ha
relegato anche la religiosità più semplice fra i ricordi del passato. Il Dosso
è diventato per lungo tempo un muro su cui tracciare graffiti, un portico per
cani randagi, una porta da forzare nel cuore della notte.
La celebrazione della S. Messa il 25 marzo richiama ancora un discreto numero di
persone, ma solamente tra i più anziani.
E' come se la trasmissione delle esperienze e delle convinzioni non possa più
avvenire tra generazione e generazione.
Speriamo invece che sia stato soltanto sospesa, in attesa di tempi migliori.
La tradizione religiosa popolare è
stata, e lo è ancora, molto viva nei gaggianesi
(particolare di una processione)
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(pagina pubblicata il 31.03.2002)
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