GAGGIANO - STORIA E
PERSONAGGI - 2i
La Madonna del Dosso
HANNO SCRITTO DEL DOSSO
Il Dosso non è una costruzione
di valore artistico e forse perciò non gode di ricerche condotte sulle sue
origini e di studi attorno al suo significato.
Il primo a dedicarle qualche pagina, quattro per l'esattezza, è stato don
Alfredo Astori, coadiutore a Gaggiano fra il 1929 e il 1938, all'interno di una
pubblicazione dal titolo "Gaggiano nel suo passato. Appunti
storico-religiosi", stampata ad Abbiategrasso da Dante De Angeli, tipografo
ed editore, nel 1934.
Prima di scriverle ha compiuto approfondite ricerche nell'Archivio Plebano di
Rosate, nell'Archivio Arcivescovile di Milano, nell'Archivio di Stato di
Milano e nell'Archivio Storico Lombardo del capoluogo; ha consultato il
"Pieve di Rosate" scritto dal prevosto Luigi Negri nel 1911, la
ricerca condotta nel 1920 da Goffredo da Bussero sulle chiese, oratori ed altari
allora esistenti nella Diocesi milanese, nonchè due volumi settecenteschi
ricchi di notizie utili.
Un lavoro dotto e, insieme, profondamente religioso ed intriso (settant'anni fa)
di nostalgia per una religiosità che si andava perdendo: "...era una vita
cristiana coerente, logica, quadrata. La campana delle cappellette od oratori
che ingemmavano i campi, si univa alla stupenda sinfonia mattutina dei trilli
degli uccelli, propiziando sui lavori dei campi le benedizioni divine...".
Dopo di lui, si conosce solamente una raccolta di appunti, notizie e
considerazioni eseguita da Sofia Rossi, che ha insegnato nelle nostre scuole
elementari per la bellezza di quarant'anni; morendo, l'anziana insegnante aveva
lasciato alla Biblioteca scolastica questo quaderno, a copertina grigia, scritto
a mano sulle pagine rigate dai quadrotti, perchè servisse da lettura alle
maestre e agli alunni, avvicinandoli alla storia della cappella cui voleva
indirizzarne la devozione. Il quaderno è andato perso molti anni fa e non ne
restano copie. Brevi note si trovano nel diario degli ultimi parroci:
- 25 marzo 1925, don Pietro Berra. "...Al Cantalupo esiste un oratorio
dedicato alla B.V. Annunziata, disadorno, al quale il popolo di Gaggiano e paesi
vicini si reca con fede la protezione della B.V...".
- 13 marzo 1940, don Giosuè Orio. "...La Pregiatissima signora Alessandra
Bergomi, proprietaria della cascina Cantalupo, ha nel suo territorio una
cappellina dedicata alla B.V. Annunciata...".
- Marzo 1975, don Annibale Vezzoli. "...Nella solennità dell'Annunciazione
del Signore, 25 marzo, è ricorso quest'anno il primo cinquantesimo
dell'apertura al culto della Cappellina del Dosso...".
Alcuni spunti, presi dall'opera di don Astori, compaiono nel volume V di
Trecianum, una ricerca storica su Trezzano e dintorni edita nel 1982 e
coordinata da don Giuseppe Ponti, parroco ed animatore del Centro Culturale di
quella località.
Una ricerca commissionata dal Comune di Gaggiano al pittore Michelino Balducci
nei primi Anni Ottanta riprende a sua volta elementi delle opere precedenti, non
dedica al Dosso alcuna attenzione.
Infine, reperibile in copia nell'Archivio della Parrocchia di Sant'Invenzio,
c'è un fascicolo composto di articoli pubblicati sulla stampa locale,
fotografie e disegni, realizzato negli Anni Novanta da Ernestino Rolandi, nato e
residente a Gaggiano fino a pochi anni fa, estimatore del Dosso e delle sue
tradizioni.

Particolare della prima pagine del numero di
Gennaio 2002 della rivista "IL PONTE"
che tanto ha scritto sulla Madonna del Dosso.
(la potrai trovare nelle edicole di Gaggiano e paesi limitrofi puntualmente ogni
mese)
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(pagina pubblicata il 31.03.2002)
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