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L' 11 marzo 2004 di Madrid
STRAGE A MADRID, BOMBE SUI TRENI DEI PENDOLARI. UN MASSACRO, DIECI ESPLOSIONI: 192 MORTI E 1427 FERITI IN TRE STAZIONI. IL GOVERNO: "ATTENTATO DELL'ETA". MA I BASCHI REPLICANO: "E' UN ATTENTATO ISLAMICO". (pagina pubblicata il 24.03.2004) Una stazione
a Madrid
e due negli immediati dintorni sono state investite giovedì 11.03.2004 alle 7,39 da dieci
violente esplosioni che hanno
causato una strage. Il ministero dell'Interno spagnolo
fornisce le cifre: 192 morti e 1427 feriti. Altre tre
bombe sono state rinvenute dagli artificieri e sono state fatte brillare.
La Farnesina ha riferito che nessun italiano
sarebbe tra le vittime.
INDAGINI - La polizia sta ricercando due individui che, secondo alcuni testimoni, sarebbero saliti e scesi da quattro treni pendolari nella stazione di Alcalà de Henares tra le 7 e le 7,10.Il ministro dell'Interno Angel Acebes ha detto che nelle indagini «non c'è alcun dubbio che sia stata l'Eta, qualsiasi tentativo di distogliere l'attenzione dai responsabili dell'attacco è intollerabile». ATOCHA - Alla stazione Atocha a Madrid le esplosioni hanno devastato due treni di pendolari e un treno ad alta velocità in partenza. I morti sono almeno 80 e i feriti 250. Gli attentati hanno provocato caos e panico nella capitale spagnola, dove il traffico è rimasto paralizzato e le autorità hanno chiesto ai cittadini di evitare ogni spostamento a meno che non fosse assolutamente necessario. I treni pendolari e alcune linee della metropolitana hanno sospeso il servizio e i dintorni delle tre stazioni sono stati isolati dalla polizia e dai servizi di emergenza, che hanno istallato tende per fornire i primi soccorsi ai numerosi feriti. Intorno ad Atocha decine di automobilisti e tassisti si sono offerti volontari per aiutare le squadre di soccorso nel trasporto delle vittime. In risposta a un appello urgente del governo, centinaia di madrileni si sono messi in fila negli ospedali e davanti alle unità mobili per donare il sangue. Le reti di telefonia cellulare sono collassate. Nel centro di Madrid dopo l'attentato il clima era surreale: alle strade totalmente vuote di traffico si alternavano altre completamente bloccate da automobili e autobus
UTILIZZATE 13 BOMBE
- Altre esplosioni sono avvenute in due località vicino a Madrid: El
Pozo del Tío Raimundo e Santa Eugenia. Negli attentati sono stati utilizzati in tutto tredici ordigni che hanno
colpito
quattro convogli di pendolari e che sono esplosi nel giro di pochi minuti
l'uno dall'altro. Lo ha detto il ministro degli Interni spagnolo. STRAGE - Gli attentati sono stati organizzati in modo da causare il maggior numero di morti e solo un caso ha fatto sì che il bilancio non fosse ancora più grave, ha detto il ministro Acebes. Secondo fonti investigative, gli attentatori volevano «radere al suolo» la stazione di Atocha. Per questo avevano piazzato ordigni in ognuno dei vagoni di tre treni in arrivo e dentro la stazione. Ma alcune bombe sono esplose in anticipo e in altre l'innesco non ha funzionato. Le vittime sono soprattutto operai dei sobborghi di Guadalajara e Alacalà de Henares che andavano al lavoro. La linea colpita è frequentata da 900 mila passeggeri ogni giorno, tra cui molti studenti. In particolare la stazione di Santa Eugenia è utilizzata dagli studenti di tre istituti tecnici e da quelli del Politecnico di Madrid. Il quartiere di El Pozo del Tio Raimundo è uno dei più poveri della città.
ELEZIONI
- La polizia era già in stato di massima allerta per possibili
attentati dell'Eta basca in vista delle elezioni di domenica. Prima degli attentati odierni non è stata effettuata alcuna telefonata
preventiva per avvisare dell’imminente attentato, come spesso nel passato è
avvenuto.
El Pais - 1° pagina (formato .pdf)
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