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L' 11 marzo 2004 di Madrid LE TESTIMONIANZE (pagina pubblicata il 24.03.2004)
MADRID - «Mi ricordo soltanto che tutto è saltato in aria», ha detto una ragazza che, aspettando un treno alla stazione Atocha di Madrid, ha visto pezzi di treno e resti umani proiettati in aria dalla violenza dell'esplosione. Nei dintorni della stazioni, decine di persone sotto shock tentano di capire quello che hanno visto: «Gente che correva dappertutto coperta di sangue», «Un intero vagone spezzato in due dall'esplosione», «Cadaveri sui binari e sui marciapiedi». Molte testimonianza raccolte dai microfoni della radio e la televisione sono interrotte dalle lacrime: «Non so cosa dire, non so quali parole si possono usare per descrivere questo», ha dichiarato un'adolescente intervistata dalla radio nazionale, mentre veniva soccorsa da infermieri del servizio di emergenza.
CARNE BRUCIATA - Beatriz Martin, dell'associazione «Emergenze Madrid», ha raccontato che «molti cadaveri erano così smembrati che era impossibile capire se si trattava di uomini o di donne». «C'era un orribile odore di carne bruciata», ha spiegato, sottolineando che, qualche ora dopo le esplosioni, «dopo aver messo in fila per terra 67 cadaveri, abbiamo sentito i telefonini delle vittime che squillavano a vuoto». Uno dei capi dei vigili del fuoco accorso a El Pozo, Juan Redondo, ha ricordato che «c'erano cadaveri dappertutto... a un certo punto ci siamo accorti che uno dei corpi delle vittime era sul tetto della stazione». Alla domanda su quale sarà il ricordo che gli rimarrà impresso per sempre della giornata che molti hanno ormai definito l'11 settembre della Spagna, Josè non ha dubbi: «Le persone sventrate fra i binari e i resti di alcune delle vittime sparse all'ingresso di un parcheggio a due passi dalla stazione». O ancora - precisa - «un ragazzo che mi diceva che gli faceva male la mano... e che in realtà l'aveva persa, staccata di netto».
PRIMA ESPLOSIONE - Anibal Altamarino - che si trovava in uno dei treni saltati in aria nella stazione di Atocha - ha raccontato come dopo una prima esplosione molti passeggeri hanno iniziato ad aiutare i feriti. «Ma subito dopo - ha aggiunto - c'è stata una seconda fortissima esplosione, la reazione è stata diversa e siamo tutti usciti correndo come potevamo». Improvvisamente ho solo visto fumo e pietre che volavano per aria, mentre in più parti del corpo avvertivo un forte dolore», ha raccontato un passeggero che si trovava non molto lontano da Altamirano e che aveva perso quasi tutti i capelli a causa delle bruciature subite. «Però - ha aggiunto dandosi forza - assieme alla mia fidanzata siamo riusciti a uscire... calpestando i cadaveri che trovavamo sul nostro cammino». «In tanti anni di lavoro, non ho mai visto una cosa simile», ha esclamato un poliziotto: «Ho visto più di una persona alle quali le esplosioni avevano praticamente aperto il cranio».
I TRENI DEI LICEALI - Erano i treni degli studenti, soprattutto liceali ma anche studenti universitari e delle scuole medie quelli presi di mira dai terroristi. Lo hanno fatto sapere fonti della società che gestisce i collegamenti ferroviari di Madrid. L'ora degli attentati precedeva di poco quelli in cui aprono le scuole, ha riferito un portavoce della società. Anche varie testimonianze riferiscono di molti studenti nei treni colpiti. Alla stazione di Sant'Eugenia, dove è saltato in aria uno dei treni, scendono gli studenti del politecnico. Oltre agli studenti
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