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IRAQ: Speranza
svanita... (pagina pubblicata il 15.05.2003) Ecco uno stralcio del discorso di Bush proclamato il 17 marzo 2003:
Cittadini,
gli eventi in Iraq hanno raggiunto i giorni della decisione finale. Per
più di una decade gli Stati Uniti e altre nazioni hanno perseguito sforzi
pazienti e onorevoli per disarmare il regime iracheno in maniera pacifica. Il
regime avrebbe dovuto rivelare e distruggere le sue armi di distruzione di massa
come condizione per la fine della guerra del golfo del 1991. Da allora il mondo
è stato impegnato in dodici anni di diplomazia. La guerra non ha certezze, tranne quella del sacrificio. Comunque l'unico modo per diminuire il pericolo e la durata della guerra è applicare la piena forza e potenza del nostro esercito e noi siamo preparati a farlo. Se Saddam Hussein tenterà di attaccarsi al potere questo avrà conseguenze terribili. Sappiamo che per la disperazione lui e i suoi amici terroristi cercheranno di condurre attacchi terroristici contro il popolo americano e contro i nostri alleati, questi attacchi non sono inevitabili. Sono comunque possibili. E questo fatto sottolinea la ragione per cui noi non possiamo continuare a vivere sotto la minaccia del ricatto.
Ecco uno stralcio delle dichiarazioni del Papa e della Santa Sede del 19 e marzo 2003:
La Santa Sede esprime «profondo
dolore» per l'inizio della guerra all'Iraq e «deplora che si sia interrotta
la via della trattativa», secondo il diritto internazionale. Lo ha detto
il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. Nella dichiarazione, diffusa poco
prima delle 13 in sala stampa vaticana, Navarro Valls lamenta anche il fatto che
«il governo iracheno non abbia accolto le risoluzioni delle Nazioni Unite e lo
stesso appello
del Papa, che chiedevano un disarmo
del Paese». Mai la violenza e le armi possono risolvere i problemi degli uomini. Quando la guerra, come in questi giorni in Iraq, minaccia le sorti dell'umanità, è ancora più urgente proclamare, con voce forte e decisa, che solo la pace è la strada per costruire una società più giusta e solidale». Lo ha detto il Papa ricevendo questa mattina in udienza gli operatori di Telepace. Il Pontefice ha detto agli operatori di Telepace, che festeggiano il 25esimo anniversario di fondazione dell'emittente, che la pace «è dono di Dio e umile e costante conquista degli uomini», ed ha poi sottolineato che «già il nome esprime l'obiettivo che l'emittente intende perseguire. Telepace vuole essere la televisione della pace».
Ecco i passi principali dell'intervento televisivo del presidente iracheno Saddam Hussein, pronunciato dopo l'inizio dell' attacco Usa su Baghdad.
Nel
nome di Dio, il Misericordioso, il Compassionevole,
coloro
che sono oppressi sono autorizzati a combattere e Dio è in grado di renderli
vittoriosi. Dio è il più
grande. Al grande popolo dell'Iraq, ai nostri coraggiosi combattenti, ai nostri
uomini delle eroiche forze armate, alla nostra gloriosa nazione: nell' ora delle
nostre preghiere dell'alba, oggi 20 marzo 2003 (17 muharram 1424), il criminale,
lo sprezzante piccolo Bush e i suoi aiutanti hanno commesso questo crimine che
stavano minacciando di perpetrare contro l'Iraq e l'umanità.
Il 20 marzo 2003, con il primo attacco su Baghdad, è scoppiata la guerra!!!
Ho voluto ricordare questa guerra attraverso la cronaca dei fatti e soprattutto attraverso le foto, talvolta anche molto crude, non per spirito pubblicistico ma per stampare bene nella mente che la guerra porta con sè solo sangue, distruzione e miserie a carico, spesse volte, anche di persone che non l'hanno voluta.
1 - 20 marzo 2003
- 1° giorno di guerra
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