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29.10.2004
- La firma della Costituzione Europea (pagina pubblicata il 15.11.2004) Da quindici a 25. In un colpo solo l'Unione europea dal 1° maggio è aumentata di due terzi. Sono entrati a far parte della grande famiglia europea più di 74 milioni di persone, per oltre la metà concentrate in Polonia. Con le elezioni europee del 13 giugno gli eurodeputati sono passati da 626 a 682. Al di là dei numeri, è il significato politico il vero movente del quinto allargamento della storia dell'Ue. Per la prima volta sono entrate alcune nazioni che appartenevano all'ex mondo comunista, sia del blocco sovietico che dell'ex Jugoslavia.
LA
SCOMMESSA - Nessuno nasconde che l'estensione
a est sia un po' una scommessa in questa fase storica. Alcuni Paesi sono
indipendenti solo da pochi anni (Estonia, Lettonia
e Lituania dal 1991), la Slovenia si è staccata dal resto della Jugoslavia
sempre nel '91, Rep. Ceca e Slovacchia si sono separate consensualmente il 1°
gennaio 1993, Cipro è tuttora divisa in due, con
la parte nord occupata dall'esercito turco e un referendum aveva rifiutato
l'ipotesi di riunificazione messa a punto dall'Onu e dall'Ue, otto nazioni su
dieci (eccetto Malta e Cipro) hanno sistemi democratici
consolidati da poco tempo e hanno al loro interno forti spinte
nazionalistiche e anti-europee (Polonia). Le tre nazioni baltiche inoltre devono
fare i conti con una forte minoranza russa, che in alcuni casi (Lettonia) sfiora
il 40%.
PRO E CONTRO - L'uscita definitiva dall'orbita comunista e l'entrata nel consenso delle nazioni democratiche europee, l'allargamento dei mercati, la possibilità di aiuti alle economie dell'est europeo meno sviluppate, sono state le principali motivazioni che hanno spinto verso l'estensione a oriente delle frontiere dell'Ue. Proprio le frontiere costituiscono la più importante obiezione. I dieci nuovi Paesi per ora non entreranno nel trattato di Schengen, quindi le frontiere fisiche resteranno. Molte nazioni (Germania in testa) temono che la porosità delle dogane polacche, slovacche e baltiche provochi un afflusso di clandestini da Russia, Bielorussia e Ucraina. Oltre che un travaso di cittadini della Nuova Europa nelle nazioni più ricche occidentali. Secondo alcuni studi pare che, invece, nel secondo caso si tratti di timori infondati, con movimenti inferiori all'1% di persone in età lavorativa. Comunque Germania e Austria hanno imposto un periodo di transizione (due anni più eventualmente altri cinque) prima della libera circolazione dei nuovi cittadini europei tra i Quindici.
EURO E PREZZI - Al momento i dieci nuovi Paesi non adotteranno l'euro, molti però sono in lista di attesa. Alcune nazioni comunque temono un forte aumento dei prezzi dopo l'ingresso nell'Ue e in alcuni casi si stanno registrando accaparramenti di prodotti alimentari e di prima necessità. Il dato è emerso da un'inchiesta condotta dall'agenzia di stampa tedesca Dpa. Nella Repubblica ceca la gente ha fatto provviste di riso e zucchero. Anche in Lituania, Lettonia e Estonia la popolazione ha fatto incetta di sale, farina e zucchero. Grandi acquisti di zucchero si sono registrati anche in Polonia. Tutto tranquillo invece in Ungheria e Slovenia, mentre a Malta la gente si aspetta una riduzione dei prezzi in quanto per certi prodotti è stato abolito il dazio doganale.
I 15 STATI APPARTENENTI ALL'UNIONE EUROPEA...
....E I 10 STATI ENTRATI IL 1° MAGGIO 2004
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